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Paolo Scarfoglio, affidandosi ad una fonte
storica anonima e dunque inattendibile, sosteneva che la torre fosse
stata eretta da Pipino re dei Franchi, che sarebbe sceso a Napoli
intorno all' 812 per difendere le nostre coste dalle scorrerie saracene.
Sia per l' infondatezza di tali affermazioni, sia per la posizione
scarsamente strategica della torre, io ritengo che appartenesse ad una
masseria fortificata, come la Torre Ranieri in Via Manzoni. D' altra
parte, sino agli anni '40 era inclusa in una masseria della famiglia
Formicola (tuttora residente nella zona), denominata "Pezzalonga" per la
sua estensione.
A causa delle recenti
speculazioni edilizie, le uniche testimonianze della torre sono un'
edicola in maiolica dedicata a S. Anna ed un robusto frammento murario,
scuro e irregolare, entrambi in Via Saverio Altamura 13.
E' importante sottolineare che nella parte pi alta di Soccavo, ai piedi
della collina dei Camaldoli, sorge una torre merlata chiamata anch' essa
Torre dei Franchi o di Franco. Questa caratterizzata da un analogo
basamento in piperno di forma tronco-piramidale e da un' analoga
leggenda, che la vuole fondata
da un re franco. In realt anch' essa doveva appartenere ad una
masseria fortificata oppure, come stato suggerito recentemente, poteva
servire al controllo delle cave di piperno che si aprivano nei dintorni.
Allo stesso uso poteva essere adibita la torre che vediamo inclusa nel
convento domenicano di Via S. Domenico a Corso Europa.
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Tratto da:
"Il casale di Case Puntellate e il borgo
della Pigna" di Marco di Mauro, Napoli 1997, pubblicato dal Centro
Interdipartimentale di Ricerca L.U.P.T dell' Universit degli Studi di
Napoli "Federico II", con il patrocinio del Comune di Napoli.
note e bibliografia di riferimento
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