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TORRE  DEI  FRANCHI -  ( VIA  SAVERIO  ALTAMURA  13 )

di Marco di Mauro

tratto da "Il casale di Case Puntellate e il borgo della Pigna"
su autorizzazione dell'autore

Paolo Scarfoglio, affidandosi ad una fonte storica anonima e dunque inattendibile, sosteneva che la torre fosse stata eretta da Pipino re dei Franchi, che sarebbe sceso a Napoli intorno all' 812 per difendere le nostre coste dalle scorrerie saracene. Sia per l' infondatezza di tali affermazioni, sia per la posizione scarsamente strategica della torre, io ritengo che appartenesse ad una masseria fortificata, come la Torre Ranieri in Via Manzoni. D' altra parte, sino agli anni '40 era inclusa in una masseria della famiglia Formicola (tuttora residente nella zona), denominata "Pezzalonga" per la sua estensione[1].

A causa delle recenti speculazioni edilizie, le uniche testimonianze della torre sono un' edicola in maiolica dedicata a S. Anna ed un robusto frammento murario, scuro e irregolare, entrambi in Via Saverio Altamura 13.

E' importante sottolineare che nella parte pi alta di Soccavo, ai piedi della collina dei Camaldoli, sorge una torre merlata chiamata anch' essa Torre dei Franchi o di Franco. Questa caratterizzata da un analogo basamento in piperno di forma tronco-piramidale e da un' analoga leggenda, che la vuole fondata  da un re franco. In realt anch' essa doveva appartenere ad una masseria fortificata oppure, come stato suggerito recentemente, poteva servire al controllo delle cave di piperno che si aprivano nei dintorni. Allo stesso uso poteva essere adibita la torre che vediamo inclusa nel convento domenicano di Via S. Domenico a Corso Europa.



[1] In questo luogo, il 30 settembre 1943, otto partigiani sacrificarono la propria vita per liberare Napoli dalla tirannide nazi-fascista. I loro nomi sono menzionati da un iscrizione in Via don Luigi Sturzo (gi tratto di Via Case Puntellate), accanto all ingresso del sentiero che conduceva alla masseria.

Tratto da: "Il casale di Case Puntellate e il borgo della Pigna" di Marco di Mauro, Napoli 1997, pubblicato dal Centro Interdipartimentale di Ricerca L.U.P.T dell' Universit degli Studi di Napoli "Federico II", con il patrocinio del Comune di Napoli.

note e bibliografia di riferimento

  Vomero.it

 


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