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Vomero.it

La casa di Salvator Rosa all’Arenella
di Giuseppe Capasso 

E’ notorio che il nostro grande artista nacque qui, all’Arenella, il 20 giugno 1615 nella casa del nonno Salvatore che,scrivono gli storici, si trovava nei pressi della Chiesa di Santa Maria del Soccorso; ma dove esattamente?

Verso la fine degli anni Venti del secolo appena terminato ebbero inizio i grandi lavori, per il rimodernamento della nostra zona, con la costruzione di nuove strade e di nuovi palazzi, in ottemperanza del Piano regolatore generale della città di Napoli approvato il 21 Luglio 1921 e della relativa Convenzione, con il risanamento di Napoli, per la costruzione del nuove rione Arenella firmata dalla Giunta comunale il 19 Giugno 1926.

La stampa del tempo esaltava, con enfasi, l’opera del regime fascista ed il "Roma" con un suo servizio, in data 20 febbraio 1938, faceva il punto della situazione edilizia e.tra l’altro, scriveva: (…), quelli del rione cresciuti fra le sue mura, cominciano già a durare fatica a ricordare i vecchi siti-…il piccone ha tracciato e ha costruito arterie veramente maestose.Ve lo immaginate voi il tram all’Arenella e pensavate voi l’attuale grandiosa stupenda scacchiera di strade e piazze?-….Vi è stato soltanto il sacrificio di poche vecchie case rurali scomparse in silenzio e in cambio l’offerta munifica della campagna che ha profuso quanto le hanno chiesto di superficie per veder nascere le strade e le piazze che le conferiscono bellezza e orgoglio."

Titolare nobiliare dell’Arenella era la casa di Salvator Rosa che è stata demolita. Ne ricorda il sito un monumento al sommo artista circondato da aiuola e da viali che vi compongono come una soave raccolta veranda proprio nel cuore del nuovo rione … (1).

Quel sito, come tanti nostri concittadini ricorderanno, è la Piazzetta Arenella dove poi fu sistemata, nel 1963, la bella immagine della Madonna Immacolata e la statua del maestro fu spostata al centro della Piazza Muzii così come è collocata al momento.

La casa-masseria della famiglia (De) Rosa poi, come le altre "poche case rurali scomparse in silenzio" e la campagna ivi esistente servirono per la realizzazione della Piazza Muzii e della "(…) strada Arenella-Cangiani, oggi Via Domenico Fontana – Via Mariano Semola… in modo da costituire attraverso una zona ridente e salubre un allacciamento del nuovo rione Arenella a quell’importante nodo stradale cioè da cui si diramano la strada nuova di Agnano, quella per Miano e per Capodimonte e infine la strada per l’Eremo dei Camaldoli …" (2).

Quella casa "(…) non è importante se non perché vi nacque il Rosa", scrisse "L’Illustrazione Italiana" del 20 Ottobre 1876 in occasione della posa di una lapide su di essa per ricordarvi la data della nascita del nostro sommo artista. Essa, continua lo scritto: "(…) è del resto una facciata dipinta di fresco, simile alle altre facciate delle altre case contigue, colle quali si allinea, formando il lato dritto il lato diritto di un lungo vicolo tortuoso del villaggio dell’Arenella presso Napoli. Il lato sinistro è chiuso da un muro basso, oltrepassato dagli alberi dei giardini, cui serve di cinta. Di fronte, allo sbocco del vicolo (3), una piazzetta e la Parrocchia del villaggio, ove lo stesso fu battezzato il 22 Giugno 1615 (4). -… Pochi fino ad ora conosceano questa casa. Credo anzi che tutto il merito di averla scoperta è dovuta all’operoso Demetrio Salazaro, al quale è dovuta anche la proposta di apporvi una lapide, che ne perpetuasse il ricordo…".

Lo stesso storico Ulisse Proto-Giurleo con la sua opera "La famiglia e la giovinezza di Salvator Rosa", ci fa sapere, tra l’altro, che il suolo di quella casa fu acquistato il 2 Dicembre 1595 e che il nonno Salvatore, "maestro di muro", fu aiutato dai figli per la costruzione della sua dimora "(…) consistente in diversi membri, cioè un’entrata grande con un basso a mano sinistra, un cellaro a lamia, un cortiletto scoperto, un altro basso, stalletta gradiata di fabbrica, quattro cisterne: due nel cortile e due nella masseria dove sono gli agrumi, un appartamento superiore consistente in una sola camera in piano con l’astrico a cielo, con una pergola in detto cortile".

Il padre di Salvatoriello si chiamava Vit’Antonio e sposò, nell’Agosto del 1612, Giulia Greco che portò in dote 150 Ducati e "(…) uno sproviero (cortina del letto) di tela di lino, un paro de lenzola de lino lisce senza guarnizione, un altro paro di lenzola de stoppa lisce, una cammisa di tela di renza sottile, tre cammise di tela di casa, una tovaglia con la rezza lavorata, quattro mantesini, quattro coscini et sei stoiabocchi con un mesale…".

Il vecchio Salvatore pregò il figlio di accasarsi nella casa paterna e, a spese dello stesso, fu costruita una camera sullo stesso "astrico a cielo" ove c’era l’appartamento dei genitori ed in quella camera nacque il nostro artista. Quella casa poi, nel Febbraio del 1618 fu venduta al Dott. Francesco Antonio de Filippis per 1600 Ducati e la famiglia (De) Rosa si trasferì in due stanze terranee appena costruite nei pressi del "Monasterio di Gesù Maria" ed era composta da un "giardinetto con doi basci et tre cantine cisterna et altre comodità…".

Note:

  1. Cfr. "Il Vomero tra storia e poesia" di Franco Strazzullo, Napoli 1985 stab. Arte tipografica di A.R., pp. 31/32.
  2. Cfr. "Chiaiano, cenni storici e specificità dei quartieri", Associazione culturale Realtà futura, Comune di Napoli e Circoscrizione Chiamano, Napoli 1999, pp. 21/22.
  3. Il vicolo dovrebbe essere la continuazione della salita Arenella che, lasciando sulla destra la Chiesa del Soccorso, continua sulla sinistra, dopo la piazzetta, con la denominazione di Via Enrico Mazzoccolo, poi oltre Via D. Fontana, di Via Alfredo Rocco, di Via D’Amelio, di Via Arenella, Largo Antignano, Via Annella Di Massimo dove al n. 9 c’è ciò che resta della villa del Pontano, Via Gino Doria e Via Belvedere, centro del Vomero vecchio.
  4. La Chiesa parrocchiale, quella attuale, non esisteva ancora nel 1615 ed i doveri della Cura parrocchiale venivano svolti "… in un’antica cappella rurale dal titolo di S. Maria del Soccorso, alla quale era ammesso un beneficio di Ducati 15, l’anno circa, e questo provvisoriamente, dovendo i figliani fondare la propria Parrocchia come leggesi negli atti della S. Visita del Cardinale Cantelmo nel vol. 3°, pag. 14 e 15 a tergo". Note tratte dalla "Relazione dello Stato materiale e morale della Parrocchia S. Maria del Soccorso all’Arenella…" scritta dal Parrocco del tempo nel Settembre 1876, p. 7. Ricordo che quella cappella rurale era l’antecedente dell’attuale Chiesa-Congrega di S. Maria del Soccorso sita di fronte al Municipio del quartiere.



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