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Percorrendo
Via Pigna verso Soccavo fin quasi al suo termine, si scorge sulla
destra una delle pareti interne di un colombario romano. Essa è
costituita da una struttura in opus reticulatum con undici nicchie
per le ceneri dei defunti. Per la datazione del reperto si deve
tener conto che l' opus reticulatum, costituito da conci di pietra
tronco-piramidali disposti obliquamente, nasce nell' età di Silla
(eletto console nell' 88 a.C.) e persiste fino alla metà del II
secolo d.C. Inoltre, dalla tarda età traianea (principio del
II secolo d.C.), all' incinerazione subentra lentamente l'
inumazione, per cui i sarcofagi prendono il posto delle urne
cinerarie.
Prima
dell' apertura dell' attuale Via Pigna, si tramanda che vi fossero
ruderi di diversi ambienti, simili alle stanze di un appartamento, e
all' interno alcuni sarcofagi. Credo si trattasse di colombari
intercomunicanti, nei quali trovavano posto, oltre alle urne
funerarie, alcuni sarcofagi in muratura di epoca successiva.
Costruzioni analoghe, ma integre e in perfetto stato di
conservazione, si possono osservare nella necropoli di Via Celle, a
Pozzuoli.
Presumo
che negli immediati dintorni di Via Pigna vi siano altre tombe
coeve, ma l' intensa cementificazione e le proprietà private mi
impediscono di effettuare una ricerca accurata.
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foto: aldo dacomo |
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Tratto da: "Il
casale di Case Puntellate e il borgo della Pigna" di Marco di
Mauro, Napoli 1997, pubblicato dal Centro Interdipartimentale di
Ricerca L.U.P.T dell' Università degli Studi di Napoli
"Federico II", con il patrocinio del Comune di Napoli.
note
e bibliografia di riferimento |